…un’amicizia per la scrittura

Lalla Romano e Grazia Cherchi: nei libri con dedica tracce di un’amicizia

Catalogo e lettura della mostra di libri dedicati e altro materiale cartaceo,
Liceo Ginnasio Statale “M. Gioia”, Biblioteca Mediateca “Grazia Cherchi”
23 aprile – 25 maggio 2008

di Alessandro De Poli

Hic liber est mei et amicorum meorum

1.

Il materiale esposto nella sede della Mediateca Grazia Cherchi del Liceo Gioia di Piacenza documenta un’amicizia attraverso i libri e altro materiale cartaceo, lettere soprattutto e articoli pubblicati su quotidiani e riviste. I libri sono, nella maggior parte, quelli che Lalla Romano mandava in dono a Grazia e provengono dall’Archivio Grazia Cherchi (per gentile concessione di Stefania Cherchi; in tutti i libri di questa sezione sono incollati, talvolta proprio sotto la dedica, gli ex libris disegnati da Pericoli e applicati da Stefania). Una parte quantitativamente minore dell’esposizione è costituita dai libri che Grazia mandava a Lalla, i quali provengono dall’Archivio Lalla Romano (per concessione di Antonio Ria). Da quest’ultimo anche alcune lettere di vari mittenti ricevute da Lalla, che menzionano la sua amicizia con Grazia; e altro materiale sull’argomento, per lo più ritagli di giornale, non di rado annotati di mano di Lalla.

Il materiale, quello librario in particolare, è esposto in ordine cronologico (1989-1998), poiché è nell’evoluzione delle modalità di dedica nel tempo che è possibile cogliere l’evoluzione di un rapporto amicale giunto a livelli di intensità molto alti, nonostante la mancanza di una pratica di assiduità e frequentazione tra Lalla e Grazia, come Lalla stessa ebbe modo di scrivere: «Diventammo molto amiche in un modo tutto speciale […] Ma in modo assolutamente impersonale: non sono mai stata in casa sua…» (L’eterno presente, p. 106).

Nella prima dedica del 1989 è ancora presente il cognome, chiaro sintomo di un rapporto ancora formale e in costruzione, e una formula tutto sommato generica (doc. n. 1). Già nel 1990 il cognome sparisce e le precedenti “stima e simpatia” mutano in “affetto” (doc. n. 2). L’amicizia cresce e nel 1992, sul frontespizio del secondo volume dei Meridiani, compare “grande amica” e anche l’“affetto” è cresciuto fino a “grande”: il passaggio è compiuto (doc. n. 5). Più in là nello stesso anno un’attestazione di duplice riconoscenza porta Lalla a definire Grazia l’“angelo custode”, nella vita e nella scrittura (doc. n. 6). Ha detto Goffredo Fofi in un recente incontro (20 febbraio 2008) tenutosi presso il nostro Liceo (cfr. http://4ginna.wordpress.com/home-page/materiali/progetto-intorno-a-lalla-romano-stralcio/intorno-a-lalla-romano/fofi-racconta-lalla-e-grazia/, dove l’intervento è pubblicato per intero): «Io credo che la cosa che teneva più insieme Lalla e Grazia fosse proprio la finezza delle loro curiosità, delle loro analisi nei confronti del fatto letterario; non dei romanzi in quanto romanzi, non delle narrazioni in quanto narrazioni, proprio della scrittura, del come si scrive, del lavoro di scrittura». Torna il “grande affetto” nel 1993, e compare A. Ria come coautore della dedica (doc. n. 7). Nel 1994 Ria disegna anche un fiorellino stilizzato, probabile allusione alle margherite, tanto amate da Lalla, che Grazia le portava quando le faceva visita (doc. n. 8). «Io dovevo fare solo pochi passi a piedi, era lei che passava a prendermi a casa e mi portava sempre un mazzo di margherite bianche. Sapeva che io le amo molto e le comprava, credo, al mercato perché erano particolarmente fresche e duravano molto tempo. Anche questo creava un legame fra di noi: arrivava sempre con il suo magnifico mazzo di fiori e così non mi mancavano mai» (Le margherite bianche. Il ricordo di Lalla Romano, «Una città», 44, 1995). Nella dedica dell’aprile del 1995 la formula generica, già comparsa in precedenza, «a Grazia, Lalla», dedica laconica per un piccolo formato, ma il libretto, Ho sognato l’Ospedale, risulta poi tra i più fittamente annotati e sottolineati da Grazia: segni di nota bene, estratti di testo riportati negli spazi bianchi, promemoria… (doc. n. 9) Era l’aprile del 1995; nell’agosto dello stesso anno Grazia moriva e un’amicizia si interrompeva bruscamente. Un’amicizia nata solo negli ultimi anni, ma cresciuta fino a livelli di rara intensità. «Tardi, ma per sempre», scrisse per l’occasione Lalla.

A chiudere la sezione due libri di Lalla donati con dedica, dopo la morte di Grazia, alla nipote Stefania; in essi vi è la persistenza di quell’affetto e di quell’amicizia nella forma della memoria, del “ricordo”; e in più quell’accenno al padre, cui vanno i saluti di Lalla e Antonio, si fa, per associazione di idee, estremamente significativo nella dedica della nuova edizione di Romanzo di Figure; il libro, come è noto, è composto sulle fotografie di Roberto Romano, padre di Lalla (doc. n. 10). Al “ricordo” ricorre ancora la dedica sul libro-intervista del 1998, L’eterno presente (doc. n. 11).

2.

Quale assiduità di lettura e che tipologia d’uso si può desumere dalle tracce che Grazia ha lasciato nei libri donati da Lalla? Almeno quattro libri su nove recano tracce di sottolineatura, ora diffusa, ora concentrata in alcuni punti; in alcuni casi si tratta della cattura di dati documentari, biografici, come nel caso del racconto del primo incontro di Lalla con Moravia a Forte dei Marmi, sottolineato in Un sogno del Nord (doc. n. 1); in altri casi prevale la spinta citazionale, come risulta chiaro dalle sottolineature che troviamo sul primo volume dei Meridiani (doc. n. 4).

E’ proprio su quest’ultimo che non sarà inutile soffermarsi, per dare un saggio del riuso di questo materiale da parte di Grazia, poiché proprio dalla scelta dei passi sottolineati emerge evidente, per esempio, il suo lavoro di intervistatrice. Entriamo quindi nella sua officina, ricordandoci che il testo mondadoriano esce nel marzo del 1991. Alcune sottolineature: alle pp. XXXV-XXXVI viene seguita e sottolineata in due luoghi diversi la questione dell’io narrante; a p. XLVI è sottolineata la citazione «Non c’è pietà nella spietatezza» tratta da Nei mari estremi; a p. XLVII è sottolineato «[Lalla Romano] ha quasi sempre utilizzato materiali autobiografici per creare libri non autobiografici»; la citazione da Una giovinezza inventata «cardo selvatico» viene sottolineata a p. LXVII, nella nota biografica.

Nell’agosto del 1991 (circa cinque mesi dopo l’uscita del Meridiano, quindi) esce su «Panorama» l’intervista di Grazia a Lalla, che molta parte dovette avere nell’approfondimento dei loro rapporti, se è vero che la dedica successiva, sul secondo volume dei Meridiani segna un discrimine netto attraverso la palese dichiarazione di amicizia (grande) e di affetto (grande). Ora, se si ripercorre quell’intervista, ci si accorge che le porzioni di testo sottolineate nel Meridiano sono effettivamente servite per costruire passaggi dell’intervista, con domande nate da una forte esigenza citazionale, testuale. L’esordio è «Un cardo selvatico», segue la questione dei libri non biografici da materiale biografico, quella dell’io narrante, la citazione «Non c’è pietà…». Ecco l’officina.

3.

Documenti

a.
(Dall’Archivio Grazia Cherchi)


1. Un sogno del Nord, Torino, Einaudi, 1989
Dedica sul front.: «a Grazia Cherchi, con molta / stima e simpatia / Lalla / 25.5.’89»
Sottolineature a p. 105 (primo incontro con Moravia)

2. La penombra che abbiamo attraversato, Torino, Finaudi, 19902
Dedica sul front.: «a Grazia, un vecchio libro che spero sempre / nuovo / con affetto / Lalla / 19.9.’90»

3. Le lune di Hvar, Torino, Einaudi, 1991
Dedica sulla prima guardia: «a Grazia, / Lalla / 13-9-’91»
Di seguito: Ex libris Graziae C.

4. Opere, a cura di Cesare Segre, Milano, Mondadori (I Meridiani), 1991, vol. I
Dedica sul front.: «a Grazia, / Lalla»
Sottolineature passim (e sporadiche annotazioni), p.es. pp. XLVI, XLVII e LXVIII: il testo sottolineato è servito come spunto citazionale per l’intervista a Lalla Romano su «Panorama», agosto 1991

5. Opere, a cura di Cesare Segre, Milano, Mondadori (I Meridiani), 1992, vol. II
Dedica sul front.: «a Grazia, grande amica, grande / affetto / Lalla / 23.6.’92)»

6. Un caso di coscienza, Torino, Bollati Boringhieri, 1992
Dedica sul front. : «a Grazia, il mio “angelo custode”, / nella vita e nella scrittura / Lalla / 29.10.’92»

7. Lalla Romano Pittrice, Torino, Einaudi, 1993
Dedica sulla prima guardia: «a Grazia, con grande affetto / Lalla / 24.10.’93 / Finalmente è nato! / Antonio»
Di seguito: Ex libris Graziae C.

8. Lalla Romano. Disegni, Torino, Einaudi, 1994
Dedica sul front.: «a Grazia, / Lalla / e Antonio [piccola margherita disegnata] / I 6—6-’94». Sottolineato, con segni di nota bene a margine, alle pp 85-92

9. Ho sognato l’ospedale, Genova, Il Melangolo, 1995
Dedica sul front.: «a Grazia, / Lalla / 4.4.95»
Fittamente sottolineato e appuntato, segni di nota bene passim, riprese di porzioni di testo

10. Nuovo romanzo di figure, Torino, Einaudi, 1997
Dedica sul front.: «A Stefania Cherchi, / L. / 29-1-98»
All’interno un biglietto da visita di accompagnamento: «Grazia è sempre nel nostro affettuoso Ricordo. Saluti cari anche a tuo padre, da me e Lalla. Antonio [Sul retro:] v. p. 362». Il rimando alla p. 362 si riferisce ai commenti editi e inediti alla raccolta di fotografie per il volume Scrittori per un secolo, curato da G. Fofi e G. Giovannetti, materiale sollecitato da Grazia Cherchi.

11 L ‘eterno presente. Conversazione con Antonio Ria, Torino, Einaudi, 1998.
Dedica sul front.: «a Stefania Cherchi, / nel ricordo di Grazia / L. / e Antonio Ria / 8-2-98»
All’interno un biglietto da visita di accompagnamento: «Cari saluti / Antonio Ria / v pp. 106, 107, 145-47).

b.
(Dall’Archivio Lalla Romano)

12. Grazia Cherchi, Basta poco per sentirsi soli, Roma, edizioni e/o, 1991
Dedica sulla prima guardia: «A Lalla, una grande, / insperata nuova amica, / con l’affetto di Grazia»

13. Grazia Cherchi, Fatiche d’amore perdute, Milano, Longanesi, 1993
Dedica sulla prima guardia: «A Lalla / la mia “grande” / amica da / Grazia»

14 Grazia Cherchi, Basta poco per sentirsi soli, Roma, edizioni e/o, 1995
Sottolineato passim, soprattutto il capitolo «L’arte del romanzo», pp. 47-51

15. Grazia Cherchi, Lalla Romano: il calore discreto dei sentimenti, «L’Unità/Libri», 3 aprile 1995, p. 4
1 foglio di giornale

16. Lalla Romano, recensione a Fatiche d’amore perdute di Grazia Cherchi (Longanesi, 1999)
2 fogli dattiloscritti con correzioni autografe, cm 29,5 x 21

17. Lettera di Brunello Cherchi a Lalla Romano, 30 agosto 1995
1 foglio dattiloscritto, cm 21 x 15, con busta

18. Lalla Romano, Il ricordo di Lalla Romano, «Una città», n. 44, ottobre 1995, p. 10
1 fotocopia con correzioni autografe
1 foglio manoscritto, cm 23 x 13,5

19. Lalla Romano, Severità romantica di Grazia Cherchi, «Corriere della Sera», 22 agosto 1996, p. 29
1 foglio di giornale

20. Lettera di Gianfranco Bettini a Lalla Romano, 22 febbraio 1997
Cita l’amicizia con Grazia Cherchi
1 foglio, cm 22,5 x 17

21. Lettera di Luca Baranelli a Lalla Romano, 25 maggio 1998
Cita Grazia Cherchi e Vincenzo Cottinelli
1 foglio, cm 29,5 x 21.

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